
Recensione su Blow Up Magazine: Aisthànomai Vocalismo Totale
L'esame critico a cura di Dioniso Capuano pubblicato sul numero 119 della rivista Blow Up. Un'analisi incentrata sulla seconda opera in studio tra rigore teorico e corpo poetico-sonoro. Le impressioni d'ascolto sul connubio tra elaborazione elettronica e sound poetry.
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APRIL 2008
Blow up Magazine 119:
Vocalismo Totale
Sulle colonne della storica rivista musicale viene proposta un'attenta lettura della secondo disco di Romina. L'esame critico firmato da Dioniso Capuano ne evidenzia le virtù compositive e la densità teoretica, interpretando l'album come un'antologia programmatica in cui la metamorfosi della foné e l'assimilazione dei linguaggi tecnologici si fondono in un profondo incontro sensoriale. Di seguito viene riportata la trascrizione integrale del testo.
Blow Up Magazine 119: "Vocalismo Totale" A pagina 108, la recensione di Dioniso Capuano:
«Romina Daniele ha vinto il prestigioso Premio Demetrio Stratos e, ad ascoltare questo suo nuovo lavoro, evidenzia non solo doti vocali, potenza e versatilità, ma un notevole talento nell'interpretare il senso della musica, tutto ciò non disgiunto da virtù compositive. Aisthànomai può essere letto/ascoltato come un lavoro teorico, come un'antologia programmatica, come un corpo poetico-sonoro integrale. Nel primo caso è indispensabile calarsi nei testi del booklet dove si approfondiscono temi e profili dell'estetica:
«Voce-Materia-Natura. Elettronica-Suono-Tecnica. Lingua-Testo-Concetto. Ecco i tre territori in cui si dirama e attua Aisthànomai... E sui quali si situa la mia legge di non condizione conoscitiva: come fine espressivo deliberatamente perseguito.»
Sotto il secondo aspetto si manifestano affascinanti soluzioni interpretative/esecutive. La trasfigurazione della forma canzone attraverso cambiamenti organici della voce (Materia), l'assimilazione vocalità-elettronica (Echo, Vero Remake II), la sperimentazione drammatica sul testo-voce (Dix ans, vingt ans), la sound poetry (Vero Remake I), la canzone-teatro totalizzante (Poesis I). E c'è da sbizzarrirsi nel gioco delle ascendenze: [...] La Barbara, Meredith Monk, Stratos, la Julie Tippett sperimentale ecc.
Infine, quasi a dispetto della volontà teoretica della musicista (che può zavorrare il godimento della fruizione assoluta), Aisthànomai è soprattutto incontro sensoriale (se non sensuale) con il corpo sonante della donna, nell'urgenza e nell'impatto della riunificazione: «Io non godo di tutta la felicità, ricorda, essa è due parti: ed entrambe hanno il vuoto.» Sembra Emily Dickinson. Ma occorre avere il coraggio di addentrarsi nel labirinto della voce.»


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