Blow Up Magazine: Aisthànomai Vocalismo Totale

Romina Daniele evidenzia non solo doti vocali, potenza e versatilità, ma un notevole talento nell'interpretare il senso della musica, tutto ciò non disgiunto da virtù compositive, di Dioniso Capuano

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4/2/20081 min leggere

APRIL 2008

Blow up Magazine 119:

Vocalismo Totale

A pagina 108, la recensione di Dioniso Capuano:

Romina Daniele ha vinto il prestigioso Premio Demetrio Stratos e, ad ascoltare questo suo nuovo lavoro, evidenzia non solo doti vocali, potenza e versatilità, ma un notevole talento nell'interpretare il senso della musica, tutto ciò non disgiunto da virtù compositive. "Aisthànomai" può essere letto/ascoltato come un lavoro teorico, come un'antologia programmatica, come un corpo poetico-sonoro integrale. Nel primo caso è indispensabile calarsi nei testi del booklet dove si approfondiscono temi e profili dell' 'estetica'. "Voce-Materia-Natura. Elettronica-Suono-Tecnica. Lingua-Testo-Concetto. Ecco i tre territori in cui si dirama e attua Aisthànomai... E sui quali si situa la mia legge di non condizione conoscitiva: come fine espressivo deliberatamente perseguito." Sotto il secondo aspetto si manifestano affascinanti soluzioni interpretative/esecutive.

La trasfigurazione della forma canzone attraverso cambiamenti organici della voce (Materia), l'assimilazione vocalità-elettronica (Echo, Vero Remake II), la sperimentazione drammatica sul testo-voce (Dix ans, vingt ans), la sound poetry (Vero Remake I), la canzone-teatro totalizzante (Poesis I). E c'è da sbizzarrirsi nel gioco delle ascendenze: Galàs, La Barbara, Meredith Monk, Stratos, la Julie Tippett sperimentale ecc. Infine, quasi a dispetto della volontà teoretica della musicista, (che può zavorrare il godimento della fruizione assoluta), "Aisthànomai" è soprattutto incontro sensoriale (se non sensuale) con il corpo sonante della donna, nell'urgenza (nell'impatto) della riunificazione: "Io non godo di tutta la felicità, ricorda, essa è due parti: ed entrambe hanno il vuoto." Sembra Emily Dickinson. Ma occorre avere il coraggio di addentrarsi nel labirinto della voce