Spannung Le Recensioni

INDUSTRIAL REVOLUTION 1 GENNAIO 2016

Iniziamo questo 2016 con un album fresco di pubblicazione. 'Spannung' è il nuovo lavoro di Romina Daniele, un triplo che assomma la bellezza di ben 31 tracce. Pretenzioso? Nemmeno per idea. Eccessivo? Niente affatto. Anacronistico? Forse si, ma sarebbe meglio dire 'coraggioso', in un'epoca in cui il formato mordi e fuggi del singolo in streaming su Deazer o Spotify sembra fagocitare il mercato.
'Spannung' è un lavoro raffinato, studiato nei minimi dettagli, calibrato nel mirabile equilibrio di una voce che riesce ad esprimersi con estrema naturalezza proprio nel difficile territorio della performance strumentale. Romina usa le proprie corde vocali come se fossero uno strumento vero e proprio, rendendole le protagoniste del lungo studio di 'Dasein', un'elegia che si adagia lungo tutti e tre i dischi in varie suite. Il dark ambient di 'Resonance' è l'ulteriore dimostrazione della maestria vocale della cantante, capace di organizzare le proprie linee in una performance lirica degna di questo nome. C'è poi il colorato 'Sycamores Trees', un condensato di emozioni in cui la tessitura della cantante si dispiega in tutta la sua grazia, al servizio di un brano evocativo e pregno di atmosfera. E quando sembra che tutto possa essere straordinariamente e piacevolmente ripetitivo, ecco spuntare una gemma come 'Blue Spirit Blues', puro e sanguigno blues, su cui Romina si adagia lasciva e convinta. Le scoperte non finiscono qui, ci sono molti altri brani cantati ed altre interpretazioni vocali su cui ognuno dovrebbe fare il proprio ingresso da ascoltatore vergine, senza anticipazioni a rovinare la sorpresa. E c'è soprattutto la chiusura affidata ai ventiquattro minuti di 'Dasein III', un ulteriore affascinante esperimento sonoro di indagine ambientale.
Sono rimasto affascinato dalla voce di Romina Daniele scivolando lungo la magia di 'Spannung', un album complesso, prodotto in modo superlativo, orchestrato tra elettronica e classicismo, arrangiato con dovizia di particolari. Lei compone, canta, arrangia e si muove nel complicato universo della musica sperimentale con una naturalezza che sorprende. 'Spannung' è un album che non dovrebbe mancare nella collezione di chiunque ami la sperimentazione contemporanea, ma soprattutto la voce e le sue molteplici capacità espressive. E Romina Daniele è una seducente, affascinante e magistrale interprete delle mille possibilità affidate alle corde vocali umane. [Giovanni Rossi per Industrial Revolution]

NON SOLO PROG 19 GENNAIO 2016

Dopo otto anni da “Aisthànomai, Il Dramma della Coscienza”, ritorna a registrare Romina Daniele, artista sperimentale in ambito vocale oltre che pittrice, poeta e fotografa. Ritorna carica di esperienza, accresciutasi nelle numerose date live ricavate nel tempo e con una vena Blues che non ti aspetti.

La cantante ha registrato le sue capacità, riuscendo in questo suntuoso triplo cd a dimostrare che la sperimentazione vocale si può anche sposare con la musica in senso melodico. Un poco come è accaduto agli Area di Demetrio Stratos, quando con “Gli Dei Se Ne Vanno, Gli Arrabbiati Restano” stavano riuscendo a fondere sperimentazione vocale con la formula canzone, solo una prematura fine di Demetrio ci ha potuto privare di chissà quali altri risvolti. Ma non voglio accostare banalmente Daniele a questo contesto, perché l’artista comunque sia riesce a fare delle sue doti vocali uno strumento a personalità ben definita, guidata dalla propria esperienza.

“Spannung” è accompagnato da un esaustivo e corposo libretto contenente frasi delucidanti riguardante il percorso emotivo dell’ascolto. In esso oltretutto si può anche godere delle foto che mettono in risalto il bel volto sensuale della cantante, oltre che l’aurea speciale che circonda l’espressione del viso e del corpo. Musica e essenza corporea, ricerca e dedizione al Blues, anche di classici, il tutto sotto una veste curata. Si evince anche un altro particolare, il colore rosso che circonda ogni immagine e che dona vigore in tutta la sua passionalità.

“Spannung” contiene canzoni registrate dal 2009 al 2015 ed inizia con ”Dasein I.I”, esso lo ritroveremo in tutti e tre i dischi, come un filo conduttore che si differenzia solamente dal titolo in crescendo numerico (Dasein I.II, Dasein I.III etc.etc.). Elettronica e voce, vibrato e acuto, un intro che lascia presagire un percorso sonoro corposo e ricercato. Colpisce l’interpretazione di “Summertime”, rivisitata e corretta dalla corposità irruenta dell’uso vocale sopra ad una base ancora una volta elettronica. Il soul caldo di “Sycamore Trees” scritto da Angelo Badalamenti e David Lynch trova in questa nuova veste una freschezza moderna, accompagnata da sovra incisioni vocali che donano all’ascolto profondità. “Outside Me” è la nuova versione del brano scritto dall’artista stessa “All’Esterno Di Me”, più ricca ed enfatica. Il lato più ricercato ed introverso dell’essenza musicale e vocale, continuiamo a ritrovarlo nei successivi “Dasein”. Spesso la musica trasmette angoscia e lo riesce a fare non solo con i suoni, ma anche attraverso interpretazioni care al “Teatro Della Voce”.

Segue Blues che riscalda il cuore attraverso il classico “Blue Spirit Blues” del 1930. Uno dei momenti più interessanti del disco a gusto di chi scrive, è la poesia “Assenza (O Soglia Del Mio Dolore)”, dove la cantante in questo caso anche narratrice, è accompagnata da Emanuele Cutrona al basso. Leggendo il libretto del cd durante l’ascolto, ci si incontra spesso con lo sguardo di Romina, intenso e profondo come la sua musica.

Il secondo cd si apre con un tradizionale, “Oh Rosie” registrato nel 2011. Il Folk fa capolino nel background dell’artista, a dimostrazione dell’ampia visuale ed esperienza acquisita nel tempo. Bellissima anche la cover di Frank Sinatra “I Am A Fool To Want You (Take II)” dove non si trasporta il sound verso il melenso, ma si cerca di donargli intensità ed impeto, quasi a cercare di profanarlo, spolpandolo e gridandolo.

Altro classico del Blues è “Backwaters Blues” di Bessie Smith, Romina Daniele fa capire quanto importante sia la base della musica moderna. Qui alla chitarra c’è Luca De Maio, mentre al basso Luca Caiazza. Altro brano tradizionale rivisitato e stravolto è “I Went To That Place Alone”, per poi tornare nel Blues con “Timber” di Odetta Holmes. C’è anche un pezzo con la band, compresa batteria, quella di Manuel Taranto, e si intitola “I Put A Spell On You”, intenso, sentito e graffiante. La seconda dedica al the Voice Frank, si intitola “I Am A Fool To Want You (Take I)”, rivoltata come un calzino, caracollante, finestra per un wah wah vocale al limite fra il provocatorio, lo sbadiglio e lo sberleffo.

Il terzo cd è composto da due brani, “La Natura Assente (III)”, lugubre palestra di suoni vibrati e ricercati, e la lunga suite “Dasein III”, a sua volta oscura presenza di vibrazioni spettrali.

Dopo così tanti anni, Romina Daniele non può lasciare indifferenti gli ascoltatori, ecco dunque un suntuoso lavoro dove ricerca, angoscia, ed anima si incontrano in un risultato lontano dallo scontato dei prodotti odierni. Musica e suoni per pensare, per urtarsi i nervi, per rilassarsi, per spaventarsi, per stupirsi, per imparare, per riscaldarsi, per gelarsi, per…. [Massimo Salari per NonSoloProgRock]

MASSERIA DEI SUONI / CONSEQUENZ 27 GENNAIO 2016

Siamo ormai disabituati a lavori come “Spannung” di Romina Daniele. Il motivo è semplice: già da tempo la ricerca ha ritenuto di abdicare alla proposta densa, dichiarandosi sconfitta. Sponde di resistenza sono naturalmente sempre sopravvissute, negli anfratti del noto, riuscendo spesso, nell'assenza istituzionale, a trovare sporadiche linee di assenso. La linea dell'avanguardia è stata tutta in quel trattino tra assenza-assenso. Ora “Spannung”, questo progetto monumentale di Romina Daniele, si pone come una stele assertiva, musicale e – a parer di chi scrive – anche teorica. È una stele e anche un dardo infuocato: riuscirà a 'rompere' l'omertà italiana?

“Spannung” è un cofanetto che ha visto sette anni di 'gestazione', e che comprende ben tre dischi, uno rosso, il colore della copertina e del libretto (e 'rossa' è un po' anche l'immagine trasferita dalle belle foto dell'artista), uno blu e l'ultimo nero. Nel cd I, la voce di Romina Daniele, le sue composizioni e la sua elettronica. Nel secondo, senza intenti sottrattivi per poetica e linguaggio, il percorso vocale continua, ma con interlocuzioni maggiori: Luca Caiazza ed Emanuele Cutrona (Bass), Luca de Maio (Guitar), dando una visione più performativa, forse live, che completa ed integra lo spettro di ciò che può fare Romina Daniele, sia in senso tecnico-musicale (a noi già noto) ma soprattutto, qui, in senso progettuale. L'architettura di “Spannung” è solida, ben congegnata, appunto 'monolitica'.

Nei primi due cd ci sono poi alcuni luoghi conosciuti, diciamo degli 'indicatori stradali', per usare un linguaggio francofortese: Gershwin, Bessie Smith, Frank Sinatra, alcuni traditional. Offerte di una sponda per non spaurirci: ma si tratta dell'arte del permutare, di ricreare, di fare ciò che si vuole del noto, senza tradirlo, anzi innovandolo. Ciò significa memoria, ma non necessariamente nel senso dell'appropriazione (che è moto solo individuale, e con l'immaginazione incontenibile ha poco a che fare). Nel cd III, quello nero (che è il mio preferito), il cerchio si chiude con due sole composizioni, forse le più lunghe e che considererei quasi come delle 'operine', in grado d'essere autosufficienti: “Dasein III” (quasi 25 minuti), preceduto da “La natura assente” (6:24 densi minuti), che tanto mi ricorda la stringa di significanza “Petrarca-Ungaretti-Cilio”, anche da me allusa in un disco intitolato “Dell'universo assente” edito e più volte ristampato dalla milanese Die Schachtel. Secondo quella stringa, che conduce a Luciano Cilio, “Laura è un universo assente..... L'idea di assenza è un mondo lontano nello spazio e nel tempo, che torna a udirsi vivo nel fogliame del sentimento, della memoria e della fantasia. È soprattutto rottura delle tenebre della memoria” (G. Ungaretti, “Note – Sentimento del Tempo”).

Non so naturalmente quanto in questo titolo ci sia rispondenza d'intenzionalità d'architettura. La grandezza di questa musicista, che solo musicista non è, risiede proprio nella sua capacità di proporre un'azione compositiva e un gesto vocale ardito, che si mette in gioco, che osa ed esplora terre quasi vergini, là dove pochissimi altri hanno messo piede (e penso naturalmente a Demetrio Stratos: credo che Romina sia tra le pochissime artiste viventi in grado di usare la voce come Demetrio), e contemporaneamente offrire una solidissima impostazione estetica e filosofica. Qualcuno scriveva che non si può prescindere dall'essere. Personalmente, in una analoga progettualità estetica, ho preferito riferirmi alla molteplicità del senso, dei soggetti, del sentire, lasciando aperta la mia progettualità estetica attraverso la capacità d'eteroriferimento dell'opera, e non al senso esaustivo per il quale “noi siamo il ci e il qui del mondo (Dasein)”. A mio avviso sono molto più interessanti, appunto, l'eteroriferimento, l'altro. La riflessione di Romina Daniele, che dà questa forza straordinaria alla sua musica, è tesa alla ricerca dell'autentico, del punto d'inizio e di chiusura, dove l'altro viene reperito nell' “essere insieme gettati nel mondo”. È un'altra sponda, un'altra possibilità rilasciata all'autentico. Per questo, piace molto concludere con le sue parole: “la voce si gioca tutto, ad alti gradi di esposizione, in fronte alle strutture del costrutto. E la voce qui è l'uomo. L'essere-insieme enigma che ci sta a cuore è anche al limite dello struggimento, ed il limite non è dove una cosa finisce, bensì è dove ogni cosa inizia la sua essenza”. [Girolamo De Simone per Masseriadeisuoni.org].

SAPERE IN CAMPANIA 25 GENNAIO 2016

Ci giunge da Milano il comunicato relativo le ultime fatiche musicali della voce più articolata e straordinariamente lirica, nonché tecnica, nata all’ombra del Vesuvio, quella di Romina Daniele.

Esordiente nel 2005 con Diffrazioni Sonore (2010, RDM), disco concreto per voce sola, vince il Premio Internazionale Demetrio Stratos per la ricerca vocale; pubblica nel 2008 Aisthànomai, secondo disco per voce ed elettronica dal 2010 nel catalogo RDM, etichetta che nasce con la sua collaborazione per favorire la ricerca e l’autonomia tecnico-estetica. Dal 2008 è dottoressa in beni storico-artistici ad indirizzo cinematografico; passa a studiare tecnologie del suono al Conservatorio di Milano.

Tra il 2010 e il 2011 pubblica i libri: Poesie 1995-2005 (edizione bilingua italiano e inglese); Il dialogo con la materia disintegrata e ricomposta, un’analisi di Thema (omaggio a Joyce) di Luciano Berio; Ascenseur pour l’échafaud, il luogo della musica nell’audiovisione.

Dal 2005 a oggi ha raccolto – come produttrice, compositrice e scrittrice, performer e vocalist per vocalità estesa e musica elettronica, nonché appassionata blues singer – riconoscimenti e premi istituzionali e non (finalista al Premio Nazionale delle Arti, Premio per la sperimentazione musicale promosso dal Centro Musica Contemponea di Milano) meritando l’attenzione nazionale e internazionale di pubblico e stampa.

Ma veniamo alle uscite. A cavallo tra la fine del 2015 e l’inizio del 2016, Romina dà alle stampe ben due lavori: Spannung (monumentale triplo disco solista) e Absence (sotto nome Sheen, in collaborazione con Lorenzo Marranini).

Spannung (termine tedesco che sta per “tensione”) è il suo terzo album solista, un triplo cd audio tra voce ed elettronica, testualità e improvvisazione, registrazioni solistiche e con la band, vocalità estesa e blues.

Come riportato nel comunicato: «Il progetto si è sviluppato a partire dal 2009. Nello stesso tempo è stato scritto il libro Voce Sola, saggio intorno al discorso vocale (in uscita nel 2016), che raccoglie ed esprime, a tutti i livelli, la passione e l’urgenza ininterrotta per l’apertura e la ricerca intorno al problema autentico dell’essere che noi stessi siamo e che pertanto andiamo cercando: ciò per cui ne va del proprio essere nell’essere stesso, la messa in gioco di ogni virgola di noi nel mondo prima che se ne vada invano. La voce è ciò che c’era in origine, una questione del corpo e del pensiero, centralità e fulcro, e non esistono altri luoghi o suoni del genere. Allora anche la musica è un atto essenziale riguardante l’apprensione per l’uomo e la sua produzione».

Absence è ideato e sviluppato dalla collaborazione tra Romina e Lorenzo Marranini (cofondatore delle edizioni RDM, polistrumentista attivo con diverse band nel corso degli anni 2000 tra Dublino e Milano, di matrice rock, post-rock e folk-blues). Del duo Sheen, Lorenzo compone le musiche elettroniche e suona basso e chitarra, mentre Romina vocalizza testi e suoni, ri-compone le strutture, mixa ed edita.

L’album nasce da una poesia di Romina, Assenza (o soglia del mio dolore), pubblicata nel 2011 in Poesie 1995-2005, cruciale in tutta la sua produzione: Assenza è la mancanza di autenticità nel mondo dinanzi alla quale la ricerca più propria è urgente e necessaria.

Sui lavori non vi diaciamo null’altro che di reperirli: dischi del genere sono ormai così rari in Italia che dimostrano semplicemente che è ancora possibile fare ricerca artistica, con autenticità. Una ricerca, quella di Romina Daniele, che possiamo a cuor leggero definire tecnicamente solida, criticamente complessa, filosoficamente profonda e, soprattutto, con un carico emotivo struggente e un’ispirazione tanto forte da risultare magmatica.

Vi lasciamo i due trailer e i recapiti della RDM record, di modo che possiate scoprirli e farli vostri. [Vincenzo Notaro per Saperincampania.it]

VORREI.ORG 1 FEBBRAIO 2016

Un’amazzone e il suo coraggio. Rosso, blu e nero, tre dischi in cui mettere tutto il proprio Io, l’esistere, l’essere. Sfidando regole di mercato in cui si macina tutto frettolosamente. “Spannung” ha avuto una lunga gestazione (a partire dal 2009) e ne sono scaturiti un lavoro di ricerca dall’esito impeccabile e un percorso altamente suggestivo e colmo di sorprese. 31 brani “situazionisti”, in cui l’artista mostra enormi capacità compositive, vocalità fuori dal comune e che messe insieme sono la migliore presa d’atto di ciò che si può creare al di fuori dei canonici schemi. Tra Carthy Berberian, Demetrio Stratos, Diamanda Galas e gli impulsi di una Janis Joplin pensierosa ma lucida. Come se ciò non bastasse, accanto alla sua attività di cantante e musicista, c’è da sottolineare l’abbinarsi con quella di scrittrice. Tematiche alte e gran cura anche per il più piccolo dei dettagli. Già pronto e di imminente pubblicazione “Voce Sola, saggio intorno al discorso vocale”, il suo nuovo libro. E c’è pure un passato prossimo di cui andare fiera e a testa alta. Nel 2005 con “Diffrazioni sonore” si aggiudica il Premio Internazionale Demetrio Stratos per la ricerca vocale. Nel 2008 è la volta di “Aisthànomai”, il suo secondo disco, in cui l’imperativo è sempre quello di sperimentare e di abbagliare. Tra il 2010 e il 2011 dà alle stampe la raccolta “Poesie 1995-2005” (in edizione bilingua, italiano e inglese) e altri scritti: “Il dialogo con la materia disintegrata e ricomposta, un’analisi di Thema (omaggio a Joyce) di Luciano Berio”, “Ascenseur pour l’èchafaud, il luogo della musica nell’audiovisione”. Sempre nello stesso biennio è tra i finalisti al Premio Nazionale delle Arti e vince il Premio per la sperimentazione musicale, ideato dal Centro Musica Contemporanea di Milano. Tutto questo, senza trascurare in alcun modo un’ampia attività concertistica (non solo in Italia), addentrandosi in sinuosi repertori blues e rhythm and blues. Insomma, Romina Daniele è un portento, un’artista a cui difficilmente potrebbe passare per la testa la voglia di adagiarsi sul già fatto e già sentito. “Spannung” possiede una chiave che apre più porte (interiori ed esteriori) e dà forma e sostanza a nuove forme di vita sonore. Filo logico, equilibrio e gusto del rischio, stabilità e un’attitudine che ha come meta finale l’alto profilo. “Spannung” è tutto un tre (numero perfetto?, triplo cd, tre ore di musica) che richiede attenti e più ascolti. Non è il solito tran tran, perché la poesia che emana è tutta sotterranea e sta nella capacità dell’ascoltatore nel saperla coglierla ed assaporare. Impossibile rimanere indifferenti alle riletture centrifughe di “Summertime” (George Gershwin), “Sycamore Trees” (Angelo Badalamenti & David Lynch), “Special Delivery Blues” (Odetta Holmes). Impossibile non emozionarsi nei plurimi approcci di “Daisen” e nel guanto di sfida di oltre sei minuti di “La natura assente”. Cuore bluesin’, elettronica “scientifica”, voce che è un songbook integrale ed originalissimo. Sbalorditiva, insomma, e quanto sarebbe bello vederla alla prova con la musica dei cartoni animati. L’ho buttata lì. Voto: 9,5 [Massimo Pirotta per Vorrei.org]

DARKROOK MAGAZINE 15 MAGGIO 2016

Con questo mastodontico triplo CD, la cui sontuosa confezione digipack completa di ampio libretto ricorda la pregevolezza di certe raccolte di musica classica, l'artista di origini campane residente a Milano fa il suo atteso ritorno sul mercato discografico, dopo quasi otto anni trascorsi dal precedente "Aisthànomai, Il Dramma Della Coscienza". Se col debut "Diffrazioni Sonore" e soprattutto col suddetto follow-up la Daniele si era ampiamente guadagnata sia i dovuti riconoscimenti e premi negli ambiti della sperimentazione vocale, sia la gratificante nomea di 'Diamanda Galás italiana', con questa terza fatica spinge ancor oltre la propria ricerca trovando quella dimensione unica che una voce come la sua merita di avere. Una mole di materiale così ampia (oltre tre ore complessive) da rendere arduo sviscerarne appieno i contenuti nello spazio di una normale recensione: ben 31 brani messi a punto fra il 2009 ed il 2015, principalmente dalla stessa Romina per sola voce ed elettronica, altrove con l'ausilio di fidati ospiti per basso e chitarra, con una congrua dose - soprattutto nel secondo dischetto - di cover del più classico repertorio blues e rhythm and blues interpretate alla luce delle infinite potenzialità dell'ugola protagonista. Romina, che negli ultimi anni ha portato avanti (in parallelo all'altro eccellente progetto musicale Sheen, da noi ben accolto di recente) anche un discorso letterario pubblicando diversi libri, ha sviluppato nel tempo capacità vocali ed una teatralità a tutto tondo che ormai la distanziano da qualsiasi paragone più o meno ingombrante (di tutta l'opera, forse la sola "Dasein II.II" può rimandare alla Galás), e con la sua voce può stravolgere con estremo coraggio classici come "Summertime", "I Am A Fool To Want You" o "I Put A Spell On You", per poi lasciare che nei brani autografi, dove un'elettronica fine e minimale prende spesso e volentieri le mosse da strutture para-sinfoniche, le sue incredibili corde vocali le permettano di essere qualsiasi cosa: una bimba impaurita, una vecchia lamentosa, una riflessiva dark lady, una disillusa sognatrice, una strega nell'antro o qualunque altra figura ella voglia impersonare. Ma la sua voce è fatta anche - e forse soprattutto - per andare oltre le parole, recitate o cantate che siano, tant'è che diviene spesso e volentieri suono, urlo, rantolo, vocalizzo operistico o verso inquieto, per trasmettere quella "messa in gioco di ogni virgola di noi nel mondo prima che se ne vada invano" a cui fanno riferimento le note ufficiali. La voce come centralità e fulcro di un cammino sperimentale ardito e privo di confini che trova il suo culmine nel terzo dischetto, coi quasi 25 minuti della lugubre "Dasein III" a degna chiusura di un'opera che sposta in avanti i confini conosciuti della ricerca vocale. Un compendio creativo di altissimo livello, destinato a diventare un punto fermo nella discografia di questa straordinaria artista. [Alessandro Filippozzi per Darkroom-magazine.it].

Altri Dischi

AISTHÀNOMAI

Album 2008

Diffrazioni Sonore

Album 2005-2010

SHEEN ABSENCE

Primo Album di Sheen

CHITARRA E ALTRE CORDE

AA.VV. Compilation

Dal Dicembre 24, 2015

Spannung è un triplo cd audio, con 31 tracce, booklet di 36 pagine, 3 ore di musica, tra Electronica, vocalità estesa e sperimentazione musicale, live studio session in solo e con la band.