
Recensione su Ritual Magazine: Aisthànomai
La nota di Tony Aramini pubblicata sul numero di luglio 2008 di Ritual Magazine. La disamina delle tecniche di sovrapposizione vocale e del collage armonico in Aisthànomai. La ricezione della critica specializzata sulle riletture elettroacustiche di Miles Davis.
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LUGLIO 2008
Ritual Magazine:
La Voce come Strumento
Si concentra sulle pagine del periodico specializzato l'attenzione critica dedicata alla complessa e audace ricerca vocale espressa nel secondo album dell'artista. L'esame mette a fuoco l'impatto del montaggio multipista e la padronanza dei mezzi elettronici ed espressivi applicati alla rielaborazione delle partiture cinematografiche, delineando le coordinate di un'opera rigorosa e d'impianto anticonvenzionale.
A pagina 69, la recensione di Tony Aramini:
«La proposta di Romina Daniele si inserisce nel solco della sperimentazione vocale estrema, impossibile quindi esimersi dal citare riferimenti essenziali come Demetrio Stratos [...] La voce come strumento, dunque: decine di tracce vocali assemblate e sovrapposte per creare un sinistro collage dai connotati armonici inusuali. Audace la scelta di rileggere in quest'ottica due estratti dalla colonna sonora di Ascenseur pour l'échafaud, anch'essa, come buona parte del disco, segno di versatilità e buona padronanza dei mezzi, nonostante un'età relativamente giovane. Accompagnato da un elaborato concept fin troppo pretenzioso per l'ascoltatore profano, Aisthànomai ha comunque le carte in regola per affascinare quella frangia di pubblico che ama le proposte anticonvenzionali o dalle atmosfere inquietanti.»


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