
Recensione su Rockerilla n. 334: Aisthànomai
La recensione a cura di Massimo Marchini pubblicata sul numero 334 della rivista Rockerilla. La disamina dell'album Aisthànomai tra modellazione della voce e ricerca semantica. Le impressioni d'ascolto incentrate sulle relazioni tra foné, elettronica e percezione.
ARCHIVIO: NEWS 2005-2016RASSEGNA STAMPA A. 2016
GIUGNO 2008
Rockerilla 334:
Aisthànomai
Viene proposta sulle storiche colonne della rivista specializzata una dettagliata e partecipe lettura critica del secondo capitolo discografico dell'artista. L'esame firmato da Massimo Marchini evidenzia la purezza e il rigore della ricerca condotta sulla dimensione plastica della foné, accostando l'impianto estetico ed etimologico dell'album alle prospettive d'avanguardia internazionale e alle riflessioni teoriche sui concetti di sensazione e dolore. Di seguito viene riportata la trascrizione del testo d'archivio.
Rockerilla 334: Aisthànomai A pagina 47, la recensione di Massimo Marchini:
«Sono rimasto inchiodato alla poltrona per un intero pomeriggio riascoltando questo disco bellissimo e coraggioso. Romina è una giovane musicista napoletana che ha dedicato la sua vita allo studio della voce. Dedizione che le ha già portato riconoscimenti importanti quali la vincita del premio dedicato a Demetrio Stratos.
"The Voice Is The Original Instrument", così intitolava una sua opera la grande Joan La Barbara; "al principio era il Verbo", disse prima ancora qualcun altro. Su testi ricchi di colta ricerca estetica (Aisthànomai, in greco significa 'capire, percepire') la declinazione della voce, del suono, della foné è qui resa con tale dedizione e purezza da togliere letteralmente il fiato. Come se la plastica della voce venisse qui modellata a nuova estetica.
[...] la ricerca semantica e musicale che l'artista napoletana qui compie è personale e in alcuni punti persino struggente. Voce ed elettronica a tentare di definire un significante condivisibile per questo singolare progetto estetico, etimologico che dipinge equazioni tra sensazione, percezione, arte, rappresentazione del dolore. Un'esperienza che Romina riesce a condividere con l'ascoltatore evocando landscapes dark, mi si perdoni il termine improprio, riportando alla memoria gli scritti di Bataille sui medesimi concetti espansi. Una voce unica nel panorama italiano.»


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